Autore: Vittorio Curtoni
Titolo: "Dove Stiamo Volando"
Edizione: Mondadori - Urania
Anno: 2012
"Dove Stiamo Volando" è il giusto tributo di Urania a un grande della fantascienza italiana.
Ma è un tributo che non è per tutti.
Il volume, infatti, contiene sia il romanzo omonimo "Dove Stiamo Volando" che una selezione di racconti che l'autobiografia romanzata dell'autore e del suo rapporto con la SF. In particolare quest'ultimo contenuto è chiaramente rivolto principalmente a chi conosceva già Curtoni come autore e agli appassionati di SF, mentre dirà ben poco al lettore occasionale. Eppure molti lettori farebbero bene a cominciare proprio da qui la lettura di questo volume per capire meglio la persona dietro ai testi.
Inoltre bisogna ammettere che lo stile di "Dove Stiamo Volando" è spesso estremamente lirico, sognante, pieno di virtuosismi; capace, insomma, di far storcere il naso al lettore meno allenato e abituato a una prosa più semplice, basilare (in una parola: mediocre).
Un lirismo che si ritrova non solo nello stile di scrittura, ma anche nei contenuti, con riflessioni profonde, spesso amare, cariche di un grande senso di anticipazione, ma anche di una certa dose di pessimismo (frutto dell'osservazione del mondo di oggi).
Non sono da meno i racconti, nella maggior parte dei quali sembra spiccare, in particolar modo, il tema della percezione. La mancanza di correlazione tra ciò che le persone vedono, sentono, ricordano e ciò che è la realtà è un concetto che ritorna spesso in questa antologia, presentato in modi sempre nuovi e originali.
Per coloro che conoscono l'autore, ma anche per chi non aveva mai avuto l'occasione di leggere qualcosa di suo, questo è un libro che non si può mancare e bisognerebbe fare proprio.
recensioni a mente libera di libri, fumetti, manga, graphic novel e, perchè no, magari anche qualche film e telefilm...
Avvertenze
- - - - - - - LE RECENSIONI POSSONO CONTENERE SPOILER!!! - - - - - - -
giovedì 10 maggio 2012
giovedì 3 maggio 2012
Tsutomu Nihei - "BLAME!" (serie completa)
Autore: Tsutomu Nihei
Titolo: "BLAME!" (serie completa in 10 volumi - 5 la ristampa)
Edizione: Panini Comics - Planet Manga
Anno: 2000
BLAME! è uno di quei casi in cui un fumetto può essere apprezzato anche indipendentemente dalla storia, solo per la pura bellezza dei disegni, le vedute mastodontiche e soffocanti, il senso di nullità che pervade i protagonisti di fronte a paesaggi e scenari di simili proporzioni.
Certo, bisogna dire che la prima edizione, in effetti, non lasciava molto altro margine d'apprezzamento dell'opera, essendo mutilata da una traduzione assolutamente vergognosa e incomprensibile. Per fortuna Planet ha deciso di porvi rimedio nell'edizione deluxe, assicurando una nuova traduzione più fedele all'originale. Edizione che ha l'indubbio vantaggio di un formato più grande, decisamente più utile e adatto a gustarsi gli splendidi disegni di Nihei, nei quali il lettore non può far altro che perdersi.
Ecco, quindi, che con la giusta traduzione si può anche scoprire che BLAME! non è solo una carrellata di bei disegni. In realtà si tratta di una gran bella storia di fantascienza, con uno sviluppo e un finale degno di alcuni grandi classici. Sicuramente l'opera migliore e più riuscita di Nihei fino a questo momento.
Titolo: "BLAME!" (serie completa in 10 volumi - 5 la ristampa)
Edizione: Panini Comics - Planet Manga
Anno: 2000
BLAME! è uno di quei casi in cui un fumetto può essere apprezzato anche indipendentemente dalla storia, solo per la pura bellezza dei disegni, le vedute mastodontiche e soffocanti, il senso di nullità che pervade i protagonisti di fronte a paesaggi e scenari di simili proporzioni.
Certo, bisogna dire che la prima edizione, in effetti, non lasciava molto altro margine d'apprezzamento dell'opera, essendo mutilata da una traduzione assolutamente vergognosa e incomprensibile. Per fortuna Planet ha deciso di porvi rimedio nell'edizione deluxe, assicurando una nuova traduzione più fedele all'originale. Edizione che ha l'indubbio vantaggio di un formato più grande, decisamente più utile e adatto a gustarsi gli splendidi disegni di Nihei, nei quali il lettore non può far altro che perdersi.
Ecco, quindi, che con la giusta traduzione si può anche scoprire che BLAME! non è solo una carrellata di bei disegni. In realtà si tratta di una gran bella storia di fantascienza, con uno sviluppo e un finale degno di alcuni grandi classici. Sicuramente l'opera migliore e più riuscita di Nihei fino a questo momento.
Tsutomu Nihei - "Biomega" (serie completa)
Autore: Tsutomu Nihei
Titolo: "Biomega" (serie completa in 6 volumi)
Edizione: Panini Comics - Planet Manga
Anno: 2007
Biomega inizia, letteralmente, al fulmicotone. Nihei, complice anche la prima pessima traduzione di BLAME!, è sempre stato considerato un ottimo disegnatore, ma un po' carente a livello di sceneggiatura. In particolare gli è sempre stato imputato di essere fin troppo criptico, di lasciar trapelare le informazioni col contagocce, quando uno meno se lo aspetta. Col risultato che alcune sue storie risultavano essere di difficile comprensibilità.
Problemi che l'inizio di Biomega sembra lasciarsi istantaneamente alle spalle. La lettura procede fluida, veloce, la storia è comprensibilissima, ben dosata tra avvenimenti contemporanei e flashback e, a coronare il tutto, vi sono sempre i disegni visionari di Nihei, per nulla limitati da questo nuovo modo (almeno per lui) di narrare.
Purtroppo, però, la catastrofe è dietro l'angolo. A causa della rottura del contratto tra Nihei e la casa editrice di Biomega, infatti, l'autore è costretto a chiudere la serie in maniera affrettata. Questo porta a un vero e proprio salto temporale di alcune centinaia di anni tra i numeri 3 e 4 che incasinano tutta la vicenda. Si perdono punti di riferimento, si cambia completamente ambientazione (senza, poi, tante spiegazioni), si inseriscono personaggi nuovi che sembrano spuntati dal nulla e altri si dimenticano per strada.
Insomma, il tentativo di riassumere tutta la vicenda in soli 3 numeri non riesce appieno. La vicenda diventa confusionaria e, ancora una volta, incomprensibile, con un finale che non sembra un finale. Un vero peccato, perchè i disegni sono, come sempre, eccezionali, ma la storia (e stavolta non c'entra la traduzione) lascia a desiderare.
Titolo: "Biomega" (serie completa in 6 volumi)
Edizione: Panini Comics - Planet Manga
Anno: 2007
Biomega inizia, letteralmente, al fulmicotone. Nihei, complice anche la prima pessima traduzione di BLAME!, è sempre stato considerato un ottimo disegnatore, ma un po' carente a livello di sceneggiatura. In particolare gli è sempre stato imputato di essere fin troppo criptico, di lasciar trapelare le informazioni col contagocce, quando uno meno se lo aspetta. Col risultato che alcune sue storie risultavano essere di difficile comprensibilità.
Problemi che l'inizio di Biomega sembra lasciarsi istantaneamente alle spalle. La lettura procede fluida, veloce, la storia è comprensibilissima, ben dosata tra avvenimenti contemporanei e flashback e, a coronare il tutto, vi sono sempre i disegni visionari di Nihei, per nulla limitati da questo nuovo modo (almeno per lui) di narrare.
Purtroppo, però, la catastrofe è dietro l'angolo. A causa della rottura del contratto tra Nihei e la casa editrice di Biomega, infatti, l'autore è costretto a chiudere la serie in maniera affrettata. Questo porta a un vero e proprio salto temporale di alcune centinaia di anni tra i numeri 3 e 4 che incasinano tutta la vicenda. Si perdono punti di riferimento, si cambia completamente ambientazione (senza, poi, tante spiegazioni), si inseriscono personaggi nuovi che sembrano spuntati dal nulla e altri si dimenticano per strada.
Insomma, il tentativo di riassumere tutta la vicenda in soli 3 numeri non riesce appieno. La vicenda diventa confusionaria e, ancora una volta, incomprensibile, con un finale che non sembra un finale. Un vero peccato, perchè i disegni sono, come sempre, eccezionali, ma la storia (e stavolta non c'entra la traduzione) lascia a desiderare.
Tsutomu Nihei - "Abara" (serie completa)
Autore: Tsutomu Nihei
Titolo: "Abara" (serie completa in 2 volumi)
Edizione: Panini Comics - Planet Manga
Anno: 2007
Abara va considerata più come una graphic-novel che come un manga vero e proprio. I disegni di Nihei, infatti, sono spettacolari come sempre, ma l'estrema brevità del titolo (solo 2 volumi) non permette la costruzione di una trama di un certo spessore.
Sempre alla ricerca di un ideale successore (a livello qualitativo dello story-arc) di BLAME!, il lettore potrebbe trovarsi con un po' di amaro in bocca al termine degli albi per l'estrema semplicità della vicenda narrata.
Si sottolinea, però, come, mettendo insieme tutti i titoli di Nihei, emerga un quadro che comincia ad apparire come unico, di cui ogni manga è solo un tassello. Magari staccato, apparentemente orbitante in un universo tutto suo, ma presto o tardi destinato a ricongiungersi agli altri.
E' stato il caso anche di questo Abara, almeno fino all'uscita di Knights of Sidonia, che sembra avere molti punti di contatto sia con questo titolo che con BLAME!
Titolo: "Abara" (serie completa in 2 volumi)
Edizione: Panini Comics - Planet Manga
Anno: 2007
Abara va considerata più come una graphic-novel che come un manga vero e proprio. I disegni di Nihei, infatti, sono spettacolari come sempre, ma l'estrema brevità del titolo (solo 2 volumi) non permette la costruzione di una trama di un certo spessore.
Sempre alla ricerca di un ideale successore (a livello qualitativo dello story-arc) di BLAME!, il lettore potrebbe trovarsi con un po' di amaro in bocca al termine degli albi per l'estrema semplicità della vicenda narrata.
Si sottolinea, però, come, mettendo insieme tutti i titoli di Nihei, emerga un quadro che comincia ad apparire come unico, di cui ogni manga è solo un tassello. Magari staccato, apparentemente orbitante in un universo tutto suo, ma presto o tardi destinato a ricongiungersi agli altri.
E' stato il caso anche di questo Abara, almeno fino all'uscita di Knights of Sidonia, che sembra avere molti punti di contatto sia con questo titolo che con BLAME!
venerdì 6 aprile 2012
Valerio Evangelisti - "One Big Union"
Autore: Valerio Evangelisti
Titolo: "One Big Union"
Edizione: Mondadori - Strade Blu Dark
Anno: 2011
La fantascienza (la VERA fantascienza) è, da sempre, un genere votato all'analisi sociale, politica. Offre allegorie sul domani per spiegarci il presente.
Valerio Evangelisti è considerato, a ragione, il maggiore scrittore di fantascienza italiano, eppure il suo libro più attuale, più forte e potente per mostrarci cosa sta accadendo oggi (soprattutto in Italia), è un romanzo storico.
"One Big Union" si svolge tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, è una sorta di ideale prequel di quel "Noi Saremo Tutto" che già aveva fatto tanto parlare di sé come uno dei libri più belli dello scrittore bolognese. Ma non è tanto il suo collegarsi con i romanzi ambientati dopo, o quelli ambientati prima (inizia esattamente dove finisce "Antracite") a renderlo un gran romanzo. Lo è il riuscire in un inquietante e riuscitissimo parallelismo tra la situazione attuale e quella di allora. Evangelisti non lesina le citazioni, pari pari, dei discorsi o degli stralci di giornale del tempo e ciò che ne emerge fa impressione. Le dichiarazioni, attualissime, di grandi magnati dell'industria sembrano copiate da quelli di allora, quasi fossero andati a scuola da quelle stesse persone. E come sembrano uguali i discorsi, così sono identiche le problematiche di giovani, lavoratori, precari sballottati da un lavoro all'altro senza nessuno che li rappresenti o li voglia rappresentare, quasi siano considerati lavoratori di serie B.
Tutto è raccontato dal punto di vista di una spia. L'unico possibile per mostrare l'interno dei sindacati e, al contempo, di coloro che gli muovono guerra e vorrebbero annichiliti tutti i diritti dei lavoratori. Robert Coates, questo il nome del protagonista, è un personaggio triste, ignorante, che da una parte ispira quasi pietà nel modo in cui non si rende conto di come la vita (i parenti, le amicizie, gli amori) gli scivoli dalle mani, dall'altra è ripugnante nella sua visione distorta del mondo.
Sentimenti che, in parte, accompagnano anche il libro stesso. La scrittura, infatti, ti incolla alla pagina e ti fa volare riga dopo riga, ma se ci si stacca, poi è quasi difficile riprenderlo in mano perchè si sa che ciò che si leggerà saranno altre e nuove efferatezze, storie di vite e diritti violati.
Una lettura dura, ma estremamente istruttiva. Un libro che andrebbe letto nelle scuole.
Titolo: "One Big Union"
Edizione: Mondadori - Strade Blu Dark
Anno: 2011
La fantascienza (la VERA fantascienza) è, da sempre, un genere votato all'analisi sociale, politica. Offre allegorie sul domani per spiegarci il presente.
Valerio Evangelisti è considerato, a ragione, il maggiore scrittore di fantascienza italiano, eppure il suo libro più attuale, più forte e potente per mostrarci cosa sta accadendo oggi (soprattutto in Italia), è un romanzo storico.
"One Big Union" si svolge tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, è una sorta di ideale prequel di quel "Noi Saremo Tutto" che già aveva fatto tanto parlare di sé come uno dei libri più belli dello scrittore bolognese. Ma non è tanto il suo collegarsi con i romanzi ambientati dopo, o quelli ambientati prima (inizia esattamente dove finisce "Antracite") a renderlo un gran romanzo. Lo è il riuscire in un inquietante e riuscitissimo parallelismo tra la situazione attuale e quella di allora. Evangelisti non lesina le citazioni, pari pari, dei discorsi o degli stralci di giornale del tempo e ciò che ne emerge fa impressione. Le dichiarazioni, attualissime, di grandi magnati dell'industria sembrano copiate da quelli di allora, quasi fossero andati a scuola da quelle stesse persone. E come sembrano uguali i discorsi, così sono identiche le problematiche di giovani, lavoratori, precari sballottati da un lavoro all'altro senza nessuno che li rappresenti o li voglia rappresentare, quasi siano considerati lavoratori di serie B.
Tutto è raccontato dal punto di vista di una spia. L'unico possibile per mostrare l'interno dei sindacati e, al contempo, di coloro che gli muovono guerra e vorrebbero annichiliti tutti i diritti dei lavoratori. Robert Coates, questo il nome del protagonista, è un personaggio triste, ignorante, che da una parte ispira quasi pietà nel modo in cui non si rende conto di come la vita (i parenti, le amicizie, gli amori) gli scivoli dalle mani, dall'altra è ripugnante nella sua visione distorta del mondo.
Sentimenti che, in parte, accompagnano anche il libro stesso. La scrittura, infatti, ti incolla alla pagina e ti fa volare riga dopo riga, ma se ci si stacca, poi è quasi difficile riprenderlo in mano perchè si sa che ciò che si leggerà saranno altre e nuove efferatezze, storie di vite e diritti violati.
Una lettura dura, ma estremamente istruttiva. Un libro che andrebbe letto nelle scuole.
lunedì 19 marzo 2012
Stieg Larsson - "La Regina dei Castelli di Carta"
Autore: Stieg Larsson
Titolo: "La Regina dei Castelli di Carta"
Edizione: Marsiglio - Farfalle - I Gialli
Anno: 2009
Avevamo lasciato Lisbeth Salander in fin di vita, con un proiettile nel cranio e Michael Dannato Blomkvist appena giunto a soccorrerla. Con un finale simile, quindi, come non fiondarsi subito a prendere in mano questo terzo e ultimo "La Regina dei Castelli di Carta" ?
L'inizio è degno di una puntata di E.R. tra voli in elicottero, corse in barella per le corsie dell'ospedale e rischiosissime operazioni.
Il ritmo è subito alto e, a dispetto della lunghezza (con 860 pagine è il più lungo dei 3 romanzi), non cala mai tenendo il lettore con il fiato sospeso dall'inizio alla fine. Forse è proprio questo uno dei suoi massimi pregi rispetto ai primi due, perchè questa volta ti tempi morti, di momenti di stanca, non ce ne sono. Troppe le cose da dire: sul passato di Lisbeth, su incredibili macchinazioni ai suoi danni andate avanti per decine di anni, sulle eminenze grigie nascoste dietro a tutto e, infine, sul suo chiudere definitivamente quel capitolo della sua vita per iniziarne una nuova. "Il primo giorno di tutto il resto della mia vita", per usare le parole del libro.
Dopo quanto letto nei primi due romanzi, inoltre, questo terzo tomo ha un valore quasi catartico. Si percepisce per tutto lo scorrere delle vicende che, finalmente, tutti i pezzi del puzzle stanno andando al loro posto e che è tempo che i "cattivi" paghino caro e salato il conto. E' con soddisfazione che si leggono certe pagine e certi passaggi, quasi fosse una rivincita personale, come se a subire quei torti fosse stato un amico o un parente e ora si godesse insieme a lui del fatto che gli ha fatto del male sta avendo quanto meritava.
Un libro che chiude splendidamente la trilogia e che ha un finale ottimale per la saga. Larsson, in realtà, progettava di scrivere 10 libri su Michael Blomkvist e Lisbeth Salander, purtroppo un infarto ce l'ha portato via prima. Sentendo questo in molti potrebbero essere rimasti perplessi all'idea di cominciare la saga, temendo che alcuni fili rimanessero sospesi e irrisolti.
Certo, la sensazione alla fine del libro è che, volendo, si sarebbero potute scrivere molte altre storie su quei due e che tante cose, prima o poi, probabilmente avrebbero avuto un seguito. Ma in sé, questi 3 libri, aprono e chiudono un ciclo. Tutti i fatti e le sottotrame hanno una conclusione e nulla viene lasciato in sospeso. Così come il finale, le ultime parole del romanzo, hanno un sapore definitivo, di degna conclusione, che rende la trilogia godibilissima e una lettura consigliata a tutti.
Titolo: "La Regina dei Castelli di Carta"
Edizione: Marsiglio - Farfalle - I Gialli
Anno: 2009
Avevamo lasciato Lisbeth Salander in fin di vita, con un proiettile nel cranio e Michael Dannato Blomkvist appena giunto a soccorrerla. Con un finale simile, quindi, come non fiondarsi subito a prendere in mano questo terzo e ultimo "La Regina dei Castelli di Carta" ?
L'inizio è degno di una puntata di E.R. tra voli in elicottero, corse in barella per le corsie dell'ospedale e rischiosissime operazioni.
Il ritmo è subito alto e, a dispetto della lunghezza (con 860 pagine è il più lungo dei 3 romanzi), non cala mai tenendo il lettore con il fiato sospeso dall'inizio alla fine. Forse è proprio questo uno dei suoi massimi pregi rispetto ai primi due, perchè questa volta ti tempi morti, di momenti di stanca, non ce ne sono. Troppe le cose da dire: sul passato di Lisbeth, su incredibili macchinazioni ai suoi danni andate avanti per decine di anni, sulle eminenze grigie nascoste dietro a tutto e, infine, sul suo chiudere definitivamente quel capitolo della sua vita per iniziarne una nuova. "Il primo giorno di tutto il resto della mia vita", per usare le parole del libro.
Dopo quanto letto nei primi due romanzi, inoltre, questo terzo tomo ha un valore quasi catartico. Si percepisce per tutto lo scorrere delle vicende che, finalmente, tutti i pezzi del puzzle stanno andando al loro posto e che è tempo che i "cattivi" paghino caro e salato il conto. E' con soddisfazione che si leggono certe pagine e certi passaggi, quasi fosse una rivincita personale, come se a subire quei torti fosse stato un amico o un parente e ora si godesse insieme a lui del fatto che gli ha fatto del male sta avendo quanto meritava.
Un libro che chiude splendidamente la trilogia e che ha un finale ottimale per la saga. Larsson, in realtà, progettava di scrivere 10 libri su Michael Blomkvist e Lisbeth Salander, purtroppo un infarto ce l'ha portato via prima. Sentendo questo in molti potrebbero essere rimasti perplessi all'idea di cominciare la saga, temendo che alcuni fili rimanessero sospesi e irrisolti.
Certo, la sensazione alla fine del libro è che, volendo, si sarebbero potute scrivere molte altre storie su quei due e che tante cose, prima o poi, probabilmente avrebbero avuto un seguito. Ma in sé, questi 3 libri, aprono e chiudono un ciclo. Tutti i fatti e le sottotrame hanno una conclusione e nulla viene lasciato in sospeso. Così come il finale, le ultime parole del romanzo, hanno un sapore definitivo, di degna conclusione, che rende la trilogia godibilissima e una lettura consigliata a tutti.
venerdì 16 marzo 2012
Stieg Larsson - "La Ragazza che Giocava con il Fuoco"
Autore: Stieg Larsson
Titolo: "La Ragazza che Giocava con il Fuoco"
Edizione: Marsiglio - Farfalle - I Gialli
Anno: 2008
Il finale di "Uomini che Odiano le Donne" aveva lasciato i lettori con una punta di amaro in bocca. La storia, l'indagine, era finita. Tutti i fili erano stati tirati e l'intreccio disciolto in maniera chiara e definitiva, non vi erano strascichi che fossero stati lasciati senza risposta.
Ma le storie dei protagonisti Michael Blomkvist e Lisbeth Salander si erano separate in un modo che a molti non sarà andato giù. Questo secondo "La Ragazza che Giocava col Fuoco" riprende proprio dal quel momento e continua, in una sorta di ideale prosecuzione là dove si era interrotto il primo libro.
Naturalmente i problemi per i nostri protagonisti non son finiti, anzi, son destinati a peggiorare dato che sembrano aver l'innata qualità di trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
E chi meglio di Lisbeth può apparire, agli occhi di chi la conosce, come il capro espiatorio ideale di una esplosione di violenza immotivata?
Dopo un inizio in medias-res e dal ritmo piuttosto sostenuto, il libro si instrada sul terreno dell'indagine più tradizionale con una sorta di doppia-inchiesta, svolta da una parte dagli organi tradizionali e dall'altra da Michael Blomkvist, deciso a tutto (e a rivolgersi a chiunque) pur di svelare la verità su Lisbeth.
Come è ovvio il lettore è, ancora una volta, rapito dalla lettura e segue con passione e apprensione l'evolversi della vicenda. Forse una piccola flessione può essere rintracciata dopo un po' che l'indagine è iniziata. L'assenza di Lisbeth appare un po' forzata, ma forse a farsi sentire è solo la mancanza per il personaggio meglio riuscito di questa saga.
La seconda metà, infine, è nuovamente un turbine inarrestabile che incolla alla pagina fino all'ultima conclusiva parola. E anche lì il lettore non riesce a staccarsi, perchè la vicenda, anche se chiaramente conclusa, lascia aperte troppe porte e il collegamento con il successivo "La Regina dei Castelli di Carta" è talmente forte che è necessario, imperativo, attaccarsi subito al nuovo libro.
Insomma, il consiglio è uno solo: leggetelo, ma solo se avete già a portata di mano il terzo e conclusivo romanzo della saga ;-)
Titolo: "La Ragazza che Giocava con il Fuoco"
Edizione: Marsiglio - Farfalle - I Gialli
Anno: 2008
Il finale di "Uomini che Odiano le Donne" aveva lasciato i lettori con una punta di amaro in bocca. La storia, l'indagine, era finita. Tutti i fili erano stati tirati e l'intreccio disciolto in maniera chiara e definitiva, non vi erano strascichi che fossero stati lasciati senza risposta.
Ma le storie dei protagonisti Michael Blomkvist e Lisbeth Salander si erano separate in un modo che a molti non sarà andato giù. Questo secondo "La Ragazza che Giocava col Fuoco" riprende proprio dal quel momento e continua, in una sorta di ideale prosecuzione là dove si era interrotto il primo libro.
Naturalmente i problemi per i nostri protagonisti non son finiti, anzi, son destinati a peggiorare dato che sembrano aver l'innata qualità di trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
E chi meglio di Lisbeth può apparire, agli occhi di chi la conosce, come il capro espiatorio ideale di una esplosione di violenza immotivata?
Dopo un inizio in medias-res e dal ritmo piuttosto sostenuto, il libro si instrada sul terreno dell'indagine più tradizionale con una sorta di doppia-inchiesta, svolta da una parte dagli organi tradizionali e dall'altra da Michael Blomkvist, deciso a tutto (e a rivolgersi a chiunque) pur di svelare la verità su Lisbeth.
Come è ovvio il lettore è, ancora una volta, rapito dalla lettura e segue con passione e apprensione l'evolversi della vicenda. Forse una piccola flessione può essere rintracciata dopo un po' che l'indagine è iniziata. L'assenza di Lisbeth appare un po' forzata, ma forse a farsi sentire è solo la mancanza per il personaggio meglio riuscito di questa saga.
La seconda metà, infine, è nuovamente un turbine inarrestabile che incolla alla pagina fino all'ultima conclusiva parola. E anche lì il lettore non riesce a staccarsi, perchè la vicenda, anche se chiaramente conclusa, lascia aperte troppe porte e il collegamento con il successivo "La Regina dei Castelli di Carta" è talmente forte che è necessario, imperativo, attaccarsi subito al nuovo libro.
Insomma, il consiglio è uno solo: leggetelo, ma solo se avete già a portata di mano il terzo e conclusivo romanzo della saga ;-)
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